Cornea

Ulcere corneali

COSA SONO
Alterazioni dell’integrità della cornea. Per la diagnosi,la valutazione dell’estensione, ed il monitoraggio durante la guarigione si utilizza un colorante detto fluoresceina che aderisce alla porzione stromale priva di epitelio.

È importante capire la causa: traumatica, secondaria a difetti palpebrali, causata da alterazioni del film lacrimale, da contatto con agenti caustici, neurotrofica per perdita di sensibilità corneale (CNV ), secondaria alla perdita del riflesso palpebrale (CNVII), neurologica (alterazione della componente parasimpatica del facciale CNVII), “da esposizione” per globo ingrossato (butfalmo) o sporgente (esoftalmo).

Un’ulcera corneale non infetta dovrebbe guarire in 5-7 giorni, se ciò non accade bisogna rivedere il percorso diagnostico. La maggior parte delle ulcere nella mia esperienza clinica non è infetta e quindi l’antibiotico prescritto serve solo ad impedire che lo diventi. Cambiare più antibiotici per un’ulcera corneale non infetta che non guarisce non ha molto senso: bisogna capire perché l’ulcera è presente.

COSA FARE
Nella valutazione di un ulcera corneale è importante escludere la concomitante presenza di: uveite, traumi del cristallino concomitanti a perforazioni (rischio di uveite facoclastica), presenza di fibrina, aderenze tra iride e lente o cornea (sinechie posteriori o anteriori), infezioni intraoculari . La modalità di terapia medica e/o chirurgica viene decisa in base alle caratteristiche di ciascuna lesione.

COSA NON FARE
Applicare colliri o unguenti contenenti corticosteroidi in presenza di lesioni corneali attive perché predispongono ad infezioni ed ulcere collagenasiche.

In base alla porzione di cornea interessata si distinguono:

  • Erosioni (semplice assenza di epitelio cioè il “mantellino” che riveste la cornea esternamente, direttamente a contatto con il film lacrimale); solitamente di origine herpetica (FHV-1);

Micino di 3 settimane di vita con erosioni corneali bilaterali di probabile origine herpetica. Notare la diffusa positività alla fluoresceina e le lesioni cutanee nasali. Anche i fratelli di cucciolata era interessati da manifestazioni sovrapponibili.

Clicca qui per aggiungere il proprio testo

  • Ulcera con interessamento dello stroma a diverse profondità: visivamente un infossamento o depressione della superficie corneale proporzionale alla profondità dell’ulcera;

Europeo lacerazione traumatica non profonda. Notare l’area triangolare di distacco stromale e la porzione biancastra ripiegata su sé stessa ed adesa ancora alla base.

Esotico con ulcera stromale cronica. Notare l’area di infezione (circolare) ed il sequestro alla sua sinistra (area triangolare). L’intensa reazione vascolare indica la cronicità della lesione. A questo gatto era stato somministrato cortisone in forma di collirio che è la possibile causa dell’infezione.

  • Descemetocele: ulcera molto profonda in prossimità della membrana di Descemet (membrana basale dell’endotelio corneale, lo strato di cornea che delimita la camera anteriore a contatto con l’umor acqueo): la perforazione corneale è imminente;

Persiano anziano con evidente Descemetocele non procidente (area circolare al centro dell’ulcera) . Notare la presenza di una seconda ulcera di dimensioni più ridotte ad ore 7.

  • Perforazione con possibile uscita di liquido (umor acqueo o sangue) dalla camera anteriore che può essere complicata dal prolasso dell’iride;

Europeo con perforazione corneale di oriine traumatica. Notare il lembo di cornea ancora attaccato alla base appoggiato alla porzione perforata (che presenta del pigmento uveale ad ore 12).

  • E’ importante escludere la presenza di fenomeni di lisi del collagene ( il principale costituente dello stroma): le ulcere collagenasiche possono portare a perforazione corneale a causa della “digestione di collagene” con conseguente colliquazione dello stesso da parte di enzimi presenti nelle lacrime e liberati da batteri (metalloproteinasi o MMP). Nel gatto esiste un forma di cheratite acuta con queste caratteristiche detta “bollosa” (vedere paragrafo dedicato).

Persiano con ulcera corneale cronica (notare i vasi alla periferia) con descemetocele (attraverso il quale è possibile vedere il riflesso giallo tappetale) e presenza di lisi del collagene periferica (cornea biancastra di aspetto “gelatinoso”).

Cheratite bollosa acuta

COSA È
Una patologia corneale tipica del gatto che si manifesta con un improvviso edema e bolle stromali (aree di aspetto azzurrato o grigiastro), , lisi del collagene con possibile evoluzione in perforazione oculare nel giro di 24 ore. Può essere circoscritta ad una sola porzione di cornea o interessarla tutta.

COSA FARE
Ad oggi la causa non è nota (si pensa ad uno scompenso stromale con digestione e colliquazione del collagene da parte di metalloproteinasi o MMP), ma lo sono le conseguenze che possono portare a perdita dell’occhio a seguito della perforazione. È necessario intervenire prontamente, soprattutto nelle forme diffuse, al fine di arrestare l’evoluzione e limitarne le gravi conseguenze. La terapia può essere medica e/o chirurgica e viene decisa in base alle caratteristiche delle lesioni.

Persiano con ulcera corneale cronica (notare i vasi alla periferia) complicata dall’insorgenza acuta di una grande bolla in corrispondenza della quale la cornea è molto assottigliata e prossima alla perforazione.

Sequestro corneale (Nigrum o mummificazione corneale)

COSA È
Una forma di degenerazione corneale tipica della specie felina a cui le razze brachicefaliche come Persiano, Esotico, British Shorthair ed Imalaiano sono maggiormente predisposte. Si presenta inizialmente come un alone brunastro che nel tempo acquista l’aspetto di una “crosta nera”. In alcuni casi appare come una “lente a contatto scura” senza alcuna reazione locale, in altri è associato ad una intensa reazione vascolare circostante ed edema. Di solito è una patologia dolorosa: il gatto tiene l’occhio sempre chiuso (blefarospasmo) o comunque meno aperto dell’altro, soprattutto alla luce del sole, lacrima molto e spesso si strofina con la zampa (con il rischio di causare un’ infezione batterica secondaria).

Più frequentemente il sequestro è monolaterale anche se non è da escludere la presenza di sequestri bilaterali, simultanei o in tempi diversi.

È solitamente la conseguenza di erosioni e ulcere corneali croniche di diversa origine. Per questo motivo,ritengo che un gatto con cheratite ulcerativa che non guarisca dopo 5-7 giorni di terapia, andrebbe riferito ad un oculista veterinario per una precisa diagnosi. Il fine è quello di ottenere la guarigione della lesione nel più breve tempo possibile. Nelle razze brachicefaliche il nigrum è comunemente localizzato nella porzione centrale (assiale), maggiormente esposta, ed in quella nasale, a contatto con la porzione di palpebra “girata” a causa dell’entropion mediale (tipico della conformazione del loro cranio).

COSA FARE
Il nigrum è un “corpo estraneo” per la cornea stessa, di cui rappresenta un’ area ormai degenerata. Può capitare che nel tempo venga espulso “spontaneamente”, ma ciò può richiedere mesi (talvolta di sofferenza), mentre più spesso rimane in sede espandendosi sulla superficie corneale o in profondità, ponendo la cornea a rischio di perforazione.

La terapia chirurgica è quindi da preferire all’attesa. Esistono varie tecniche, da decidere in base alle caratteristiche di ciascun nigrum ed alla preferenza del chirurgo. Comune a tutte è l’asportazione tramite una cheratectomia eventualmente associata a trasposizone corneocongiuntivale, applicazione di collagene per uso oftalmico (A Cell o Biosis’t), sottilissimo flap peduncolato di congiuntiva o applicazione di membrana amniotica.

Persiano con sequestro corneale apparentemente non preceduto da ulcere corneali. Notare la perfetta trasparenza della cornea circostante e la negatività al test della fluoresceina.

Persiano con sequestro corneale cronico. Notare l’ intensa reazione vascolare circostante, l’edema corneale diffuso che rende la cornea completamente “opaca”. Non è auspicabile arrivare a queste situazioni.